Numero ventisette

Numero ventisette

Il mare rifletteva un cielo grigio minaccioso, mentre le onde si infrangevano ferocemente sulla spiaggia deserta.

L’aria salmastra lambiva gli scafi di alcune barche rovesciate, abbandonate nel tempo dai vecchi pescatori della zona.

Era uscito incurante delle condizioni avverse, convinto che qualche goccia di pioggia avrebbe solo impreziosito il profumo di quella giornata fosca.

Sulla sabbia disegnava paesaggi che non aveva mai visitato, immaginando di essere quello che non era mai stato, in un tempo che non era mai esistito.

Scalzo, sembrava non soffrire quel freddo penetrante, animato da un’energia nascosta e da quel gradevole disordine, il vero artefice della sua libertà.

La poesia è un vento complice che permette all’anima di volare.