Numero ventinove

Lia

Il treno correva sui binari a fianco di quei campi inariditi da quell’inverno asciutto, carico di aspettative non realizzate.

Quel paesaggio desolato dominato dal grigio e dal marrone sembrava tanto una terra di nessuno, un purgatorio da attraversare per poter accedere ad una nuova esistenza.

Attraverso il vetro graffiato del finestrino i suoi occhi neri fissavano dritti tutti i suoi dubbi, mai così grandi come in quel momento.

Ad attenderla in quella città così grande e così lontana c’era quel lavoro tanto desiderato, che l’aveva portata a lasciare la vicinanza degli affetti più cari e tutte le sue comodità.

Ma la vita è una canzone senza spartito che sovente va suonata seguendo l’istinto.

E oltre il muro delle certezze spesso c’è una vista mozzafiato.

Tratto dalla raccolta “RACCONTI PER ME