Numero venticinque

Claudio

La luce calda della lampada sulla scrivania creava ombre famigliari, rassicuranti, mentre il buio visibile dalla finestra faceva da sfondo all’ennesima notte creativa.

Il gatto lo osservava quasi incuriosito, mentre il silenzio veniva interrotto solo dal crepitio del fuoco del camino.

Seduto sulla sedia di legno, impugnava la sua penna come un’arma, trasformando i fogli bianchi in campi di battaglia.

Mentre l’inchiostro traduceva i suoi pensieri in parole si sentiva sollevato, quasi senza tempo.

Scriveva dei suoi sogni, delle sue inquietudini, scriveva per rileggere le storie della sua vita, per renderle eterne, per la paura di essere dimenticato.

Non esistono onde in grado di cancellare le orme impresse nelle pagine di un diario.

Tratto dalla raccolta “RACCONTI PER ME