Numero venti

Numero venti

La pioggia incontrava il parabrezza scivolando lentamente sul vetro, mentre la musica lo accompagnava sulla quella lunga strada deserta.

Quella domenica di febbraio aveva un sapore per lo più autunnale, con quel modo di piovere fiacco, affaticato, in grado solo di amplificare la nostalgia di certi istanti.

C’erano notti in cui, sdraiato al buio nel suo letto, cercava ancora le sue mani, il suono del suo respiro, il profumo dei suoi capelli.

Le era riconoscente, nonostante quel finale inatteso.

Con la sua semplicità gli aveva insegnato ad affidarsi ai sentimenti, ad innamorarsi della vita lasciando andare il passato e certi errori.

In certi occhi ci si può ritrovare semplicemente perdendosi.