Numero trentatré

Giulia

Dalla cima di quel monte inesplorato sembrava si potesse toccare quello strato irregolare di nuvole solo allungando il braccio.

Mentre il verde dominava il fondovalle, le vette innevate dei massicci circostanti provavano ad oltrepassare quel manto soffice dall’aspetto tanto protettivo quanto invadente.

Seduta sul suo zaino con i piedi liberi da quegli scarponi pesanti, guardava quell’orizzonte che sembrava aspettare solo il suo sguardo.

E mentre il silenzio invadeva la sua mente, una sensazione di pace conquistava quei muscoli perennemente contratti da quella voglia di combattere e di resistere a tutto, quella sete di controllo che minava quotidianamente la sua serenità.

In fondo certe domande fanno paura solo se ossessionati dalle risposte.

Il viaggio più bello comincia quando si smette di cercare la strada.

Tratto dalla raccolta “RACCONTI PER ME