Numero trentasette

Numero trentasette

Il sole non era ancora sorto, l’aria umida soffiava tra le vie semideserte della città suonando i pensieri di chi aveva più di un buon motivo per essere già sveglio.

L’odore della rugiada si mischiava a quello fragrante del pane appena sfornato proveniente dalle finestre dei fornai, le uniche già spalancate nonostante il freddo delle prime ore del mattino.

Camminava veloce, godendosi il rumore del suo respiro affannoso e riscoprendosi in qualche maniera vivo, in quella vita dove lacrime e speranze si mischiavano sempre con troppa facilità.

Non avrebbe mai smesso di aspettarla, un giorno avrebbe riconosciuto il suo viso luminoso tra la gente, con quel sorriso così timido e confuso da renderla ancor più desiderabile.

E non avrebbe permesso a niente e a nessuno di infrangergli quell’unico sogno in grado di sorreggerlo anche quando tutto sembrava tramare per schiacciarlo a terra.

Il fuoco alimentato dal desiderio arde anche in mezzo alla tormenta.