Numero trentasei

Numero trentasei

Il cielo striato di viola e arancione sembrava prendere fuoco in quel tramonto da incorniciare tra i ricordi.

Nell’aria le prime rondini volteggiavano con l’intento di impreziosire quell’orizzonte lontano, custode dell’infinito.

Dall’alto della terrazza persino quella città disordinata pareva lasciarsi invadere da quella luce calda e ammaliante, capace di rallentare il tempo e di infondere nuove speranze.

La vita attraversava i loro sguardi in silenzio mentre marzo si divertiva a mescolare i profumi dei nuovi germogli e i colori del mondo.

Tenendosi stretti si ubriacavano di sorrisi e di parole sussurrate, accarezzando l’idea che quella realtà sembrava perfino più bella dei loro sogni.

Sulle labbra degli innamorati le anime danzano senza aver bisogno di musica.