Numero trenta

Numero trenta

Il sole di quel pomeriggio tiepido si faceva largo tra le doghe delle persiane, immergendoli in una penombra confortante.

I vestiti sparsi sul pavimento in larice chiaro creavano un percorso ad ostacoli che entrambi non avevano ancora voglia di affrontare, catapultati com’erano in quella dimensione tutta loro.

Il rumore di quel silenzio era l’unica cosa che avrebbero voluto ascoltare per il resto della giornata, avvolti dal profumo di quelle lenzuola calde, stropicciate.

Lei si lasciava stringere dalle braccia di lui pensando che non ci fosse modo migliore per sparire, mentre le mani di lui tentavano di lisciare quelle ferite invisibili ancora crepitanti sulla sua pelle chiarissima.

Forse era ancora intento a trovare le espressioni giuste per cercare di alleviare le sue paure, ignaro del fatto che con quei gesti semplici ci stesse già riuscendo.

Le carezze suggerite dall’anima arrivano sempre dove le parole non riescono.