Numero sessantuno

Numero sessantuno

Il profumo dell’erba appena tagliata mischiato a quello dei tigli in fiore annunciava l’arrivo di un’estate tanto attesa.

Sdraiata nella luce di quel giugno caldo annegava il suo sguardo in quel campo invaso da decine di papaveri rossi, affidando desideri e gioie segrete ad un cielo terso privo di nuvole.

Sulla sua pelle chiara scaldata dal sole brillavano tutte le sue imperfezioni e quelle piccoli efelidi irregolari che solo negli ultimi anni aveva imparato a paragonare a polvere di stelle.

Il dolore degli anni in cui faticava ad accettarsi era ancora vivo sebbene fosse ormai lontano.

Solo un lungo e scomodo viaggio in se stessa l’aveva avvicinata a quella serenità in grado di aprirle gli occhi, in grado di far esplodere quel talento inespresso utilizzando proprio quei difetti un tempo tanto detestati.

Dare importanza a quello che non si ha aiuta solo a sperperare quello che si è.