Numero sessantatré

Numero sessantatré

Un prato colorato e rigoglioso ricoperto da genziane e ciclamini faceva da sfondo a quel bosco fitto cullato dai suoni dolci delle montagne circostanti.

Mentre il profumo di resina le inondava le narici osservava innamorata suo figlio e suo marito passeggiare divertiti davanti a lei su quel sentiero stretto, costeggiato da rocce in parte ricoperte di muschio ancora bagnato di rugiada.

Erano arrivati quella mattina stessa, la voglia di incamminarsi per quella valle colma di ricordi e pensieri felici era troppo forte per rimandare la prima gita della vacanza al giorno successivo.

Aveva riscoperto l’amore in quel suo viaggio in solitaria di otto anni prima, in un momento in cui aveva solo bisogno di riscoprire silenzi rigeneranti e fiducia, proprio in quella baita che ora attendeva il loro ritorno.

Nonostante un cuore ancora alla ricerca di alcuni pezzi aveva permesso a quell’uomo ora al suo fianco di avvicinarsi, di parlare di vino e poesia, la chimica e i suoi occhi scuri avevano poi fatto il resto.

Spesso dietro le scelte che possono spaventare si nascondono le opportunità migliori.