Numero sessanta

Numero sessanta

Il lago rifletteva le colline circostanti e quelle nuvole nere gonfie di pioggia che avevano ormai oscurato gran parte di quel panorama ampio.

Appoggiato alla vecchia ringhiera in ferro battuto ascoltava indifferente i tuoni in lontananza, lasciandosi accarezzare da quel vento fresco in grado di distrarlo solo per pochi istanti dalle proprie inquietudini.

Quel continuo fingere che tutto andasse per il meglio lo stava consumando lentamente.

Tutta quell’energia sprecata per cercare di nascondere le proprie debolezze, la propria fragilità, solo per compiacere quel mondo fatto di apparenze e quell’orgoglio ingombrante, dannoso.

A volte è proprio quando si impara a crollare che si diventa più forti.

Non serve guardarsi intorno in cerca di pace quando è il proprio cuore ad urlare continuamente.