Numero quattordici

Numero quattordici

Sul tavolino in ferro battuto c’era un vaso con dei rametti di velo da sposa e una rosa bianca immersi in poca acqua.

Aveva ordinato una bottiglia di quel rosso che lei amava tanto, la aspettava mentre il vento gli scompigliava i capelli, ascoltando le onde infrangersi sulla scogliera.

Il suo sorriso e la sua voglia di vivere gli avevano regalato quella leggerezza di cui aveva tanto bisogno, la sensazione di potersi abbandonare alla vita fidandosi della strada tracciata davanti a sé.

La sua delicatezza e le sue carezze lo avevano incoraggiato a deporre le armi, a mostrarsi per quello che era senza nascondere le proprie fragilità.

E anche quella sensazione di vertigine nei confronti del mondo sembrava davvero un lontano ricordo.

Quando si incontra l’altra parte del cuore, lanciarsi nel vuoto diventa dolcissimo.