Numero quarantuno

Numero quarantuno

Sopra la costa alcune nuvole bianche facevano da contorno a quella mattinata di sole, infreddolita da quell’inaspettato vento gelido.

Le palme sul lungomare desolato sembravano le uniche ad osservare con curiosità quelle onde impegnate a consolare una battigia sconfortata da tanta solitudine.

La paura di non conoscersi a fondo e di non sapere in quale punto del proprio percorso si trovasse iniziava a pesare come un macigno.

La sensazione di non riuscire a trovare un senso al suo vissuto e quel timore di aprirsi al mondo minavano costantemente la sua serenità e la fiducia nei propri mezzi.

Seduta su quella panchina di legno tentava di rincuorarsi osservando quel panorama meraviglioso e quel mare agitato, l’unico in grado di spegnere le fiamme nella sua mente regalandole qualche attimo di pace.

Quando ci si vuole ritrovare, l’ultimo posto in cui cercarsi è tra il rumore dei propri pensieri.