Numero quarantotto

Numero quarantotto

Le foglie di edera coperte di rugiada riflettevano piccole parti di cielo, mosse leggermente dall’aria tiepida di quella mattina di aprile.

Un sole timido si affacciava nella stanza silenziosa mentre l’acqua le scivolava sul viso, lavando via il sonno dagli occhi con cui nel tempo si era vista prima bambina, poi ragazza, infine donna, moglie e madre.

Quegli occhi che nello stesso giorno di trentotto anni prima avevano visto per la prima volta la luce di quel mondo nuovo, sconosciuto, nascendo sotto una stella tanto lontana quanto lucente.

Una stella complice, fedele, con la quale confidarsi durante il cammino sull’unica via ritenuta possibile, quella tracciata dai propri sogni.

Un sentiero spesso arduo, tempestoso, il solo però in grado di farla sentire viva, in grado di regalarle battiti indimenticabili ed emozioni improvvise.

Si rinasce in tutti quei momenti in cui il cuore fa un frastuono tremendo.