Numero quarantanove

Numero quarantanove

Il profumo di frittelle si mischiava con quello di salsedine mentre musica e luci riempivano l’aria di quella sera di festa.

Dalla giostra dei cavalli i bambini salutavano i genitori a ogni giro, con le mani tese verso quel codino che avrebbe assicurato loro un altro giro e rimandato ancora un po’ il momento della nanna.

Con lo zucchero filato tra le mani e la voglia di respirarsi nel cuore, si allontanavano verso il lungo mare lasciandosi alle spalle il frastuono e le bancarelle della piazza principale.

Invasi da quella sensazione di complicità in grado di fargli dimenticare ogni concetto di tempo e da quella voglia di sentirsi a casa l’una nelle braccia dell’altro.

E mentre lo sguardo di lei veniva catturato dalla meraviglia di quella luna specchiata su quel mare scuro, lui non riusciva a toglierle gli occhi di dosso.

Non c’è paesaggio più bello di certi sorrisi.