Numero quaranta

Numero quaranta

Le luci deboli dei lampioni attenuavano il buio insinuatosi nelle vie del centro, proiettando sui marciapiedi le ombre allungate degli alberi addormentati.

Il vapore proveniente dalla caffettiera appannava i vetri della finestra in cucina, invadendola silenziosamente con l’aroma di quei chicchi appena tostati.

Sul ripiano della libreria, la fotografia che li ritraeva ancora sorridenti in compagnia di alcuni amici, rubava sempre la scena a tutti quei vecchi libri di ricette sciupati.

Forse quel mare di parole non dette avrebbe aiutato a rimanere insieme, a svegliarsi al mattino ancora nello stesso letto.

O forse quello che poteva essere alla fine non era stato proprio perché non doveva essere.

Ogni passo ha da sempre la propria impronta invisibile ad attenderlo davanti a sé.