Numero due

Numero due

Sembravano sfidare il freddo seduti sulla panchina di quella città rumorosa.

I passanti li osservavano, incuriositi da quell’abbraccio silenzioso.

Capelli ricci scuri lei, una sciarpa a coprirle il naso, occhiali neri lui, degli stivali vecchi ai piedi.

Nessuno sapeva se insieme si sarebbero mai salvati, forse erano troppo diversi, forse nelle loro anime c’erano troppi scarabocchi.

Eppure l’una nelle braccia dell’altro si sentivano invincibili e la luce nei loro occhi faceva scolorire quel tramonto confuso.

Spesso è l’imperfezione a creare opere d’arte.