Numero dodici

Numero dodici

Lo spettacolo silenzioso della neve che cadeva leggera la invogliava ad alzare nuovamente la testa, da troppo tempo china verso terra ad osservare un cielo formato solo da fango o cemento.

Quei fiocchi candidi, morbidi, le riportavano alla mente le camminate con le racchette da neve di qualche anno prima, quando le sue gambe non conoscevano la fatica e i suoi occhi sembravano sempre trovare la strada.

Quella strada che ora non sembrava più tanto riconoscibile, lontana dalle sue certezze, in un viaggio costellato da insicurezze e interrogativi che non facevano altro che spaventarla.

Come se il vero pericolo fosse l’ignoto, con le sue infinite possibilità.

L’unico labirinto inespugnabile è quello che ha mura invisibili, innalzate meticolosamente dalle proprie paure.