Numero diciassette

Davide

Le nuvole correvano spinte dal vento, intente a godersi il viaggio senza conoscere la propria destinazione.

La pioggia sottile incontrava il suo volto, posandosi sulle guance, sulla fronte, somigliando tanto a rugiada luminosa.

La neve sulle colline lontano faceva da custode alle vecchie vigne addormentate e all’intera vallata infreddolita.

La realtà non sembrava più così insostenibile, non dopo quell’incontro, non dopo quel bacio dal sapore così differente.

Nella sua mente c’era ancora il suo volto e l’intensità di quell’attimo, così potente da insinuarsi sotto pelle, così ammaliante da creare dipendenza.

Ci sono labbra che non sono semplici lembi, ma finestre su nuovi mondi.

Tratto dalla raccolta “RACCONTI PER ME