Numero cinquantuno

Numero cinquantuno

I pioppi lungo il fiume si specchiavano in quell’acqua silenziosa che da lì a breve avrebbe incontrato il mare e i suoi segreti.

I frutti di quegli alberi longilinei invadevano i prati circostanti, creando un soffice mantello bianco sui fili d’erba e su quelle margherite numerose.

Con il sole sul viso e un sigaro tra le dita guardava con ritrovata serenità quella vecchia cascina che grazie alla sua passione e al suo sudore era tornata a splendere dopo anni di anonimato.

Con le ciglia bagnate d’amore e il petto gonfio d’orgoglio si godeva le corse dei suoi figli a piedi scalzi su quelle dolci pendenze e il sorriso luminoso di sua moglie.

Le ali dell’immaginazione gli avevano fatto vivere quel sogno già parecchi anni prima, quando per tutti quella favola sembrava impossibile e irrealizzabile, ma non per il suo cuore.

Spesso ciò che profuma di follia ha la stessa fragranza della vita.