Leonardo Saputi – SAPUTI – Gennaio 2021

Leonardo Saputi – SAPUTI – Gennaio 2021

Ciao Leonardo, raccontami di te.

Mi chiamo Leonardo Saputi, ho 38 anni e sono il vignaiolo della storica azienda vitivinicola di famiglia.

Hai sempre lavorato nel mondo del vino?

Sì, la mia famiglia produce vino da ben 4 generazioni, essendo “figlio d’arte” sono nato e cresciuto tra filari e cantina, sin da ragazzo, assieme a mio fratello Andrea, seguivo ed aiutavo mio nonno e mio padre nelle loro mansioni.
Oggi sono il responsabile delle scelte agronomiche e della gestione dei vigneti, mi piace definirmi vignaiolo, mio fratello Andrea invece si occupa della gestione della cantina e della parte commerciale.

Cosa ti piace del tuo lavoro?

L’essere completamente immerso nella natura, il sentirmi libero e distaccato dal resto del mondo, mi piace osservare le singole viti, a volte mi sembra di ragionarci insieme.
Sono infatuato dalla possibilità e dalla libertà di sperimentare, alla continua ricerca della perfezione, consapevole che già di per sé, la natura è perfetta di suo, questa continua ricerca infatti è tipica dell’uomo.

Da quanto tempo la tua azienda produce vino?

L’azienda di famiglia produce vino ufficialmente dal 1962, anche se corre voce che mio bisnonno Angelo scambiasse il suo vino con la benzina dei carri dei soldati già durante la seconda guerra mondiale.
L’azienda passò poi a mio nonno Adriano, che pose la prima pietra dell’attuale cantina, mentre mio padre Alvaro, nei primi anni ’90, creò per la prima volta il nostro vino a base di uve Ribona e si dedicò con anima e corpo nella rivoluzione tecnologica dell’azienda.

Alcuni dati relativi alla tua azienda:

– Ettari vitati: 25 ha
– Numero bottiglie prodotte: attualmente circa 100000 bottiglie l’anno
– Vitigni coltivati: Ribona, Sangiovese, Montepulciano, Merlot, Passerina, Lacrima, Sauvignon Blanc.
– Regime di conduzione in vigna: biologico certificato, con particolare attenzione all’uso del rame; personalmente vanto una media annua di 3 Kg di rame metallo per ettaro, ma ancora sensibilmente in calo.

Che significato ha per te il vino?

Il vino è la risultante di innumerevoli scelte che si compiono nella cura della vite, ma non solo, è l’espressione di sacrifici e di variabili ambientali incontrollabili, è gioia e dolore allo stesso tempo, è passione pura, senza la quale, non sarebbe possibile produrre vino di qualità.

Qual è a tuo parere il vostro vino più rappresentativo?

Senza ombra di dubbio è il “Ribona” (100% Ribona), vino ottenuto da un vitigno autoctono a bacca bianca, chiamato anche Maceratino proprio per le sue origini.

A quali pietanze lo abbineresti?

Si abbina egregiamente a piatti di pesce, è un vero tripudio di sapori con la nostra lasagna tipica marchigiana, i vincisgrassi, ma è ottimo anche abbinato ai salumi, come ad esempio il ciauscolo.

C’è un libro, una poesia o una canzone con cui questo vino si potrebbe sposare perfettamente?

Non vorrei essere presuntuoso ma a questo domanda mi è passato per la mente un aneddoto.
Giorni fa con i miei collaboratori abbiamo stappato una bottiglia di “Ribona” del 1997, vinificazione semplice, acciaio e cemento; ecco, è stata un’emozione fortissima, il panorama aldilà della siepe, “… che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude… “, per questo dico “L’infinito” di Giacomo Leopardi.

Hai un sogno nel cassetto?

Poter raccontare un giorno di aver realizzato i miei obiettivi, tra questi, portare alle luci della ribalta il nostro vitigno autoctono, il Ribona.

Grazie per la disponibilità Leonardo, in bocca al lupo!

SAPUTI
Via Fiastra, 1 – 62020 Colmurano (MC)
tel 0733 508137
info@saputi.it

Ho avuto il piacere di assaggiare:
ABATE PALLIA 2014
CASTRU VECCHIU 2015
RIBONA 2018
RIBONA VIGNA MONTE 2016

DUE CHIACCHIERE CON IL PRODUTTORE